Delle tre porte che, originariamente, consentivano l’accesso al borgo, una è oramai scomparsa. La Porta Sambuco, nota anche come Porta Romana. oltre a segnare l’ingresso del paese da est, si apriva sulla piazza centrale dell’Olevano vecchia – l’allora piazza delle Erbe, oggi Piazza Umberto l – principale luogo d’incontro per gli abitanti dell’epoca e, soprattutto tratto riservato al mercato che ogni giorno vi veniva allestito. Proprio questo particolare nel 1859 indusse la magistratura, coll’assenso unanime della popolazione, a decidere di rendere “più decoroso e regolare” il passaggio d’ingresso al centro storico. L’intervento incluse l’abbassamento del piano. stradale, attraverso il taglio di rocce calcaree che ingombravano la via, la realizzazione di muri di prospetto di fabbricati presenti nella zona ed il compimento di un nuovo sistema fognario.
Secondo un’antica credenza contadina non si dovrebbe mai bruciare il legno del sambuco, giacché le sue ceneri, nel dissolversi, aprirebbero la porta al diavolo In questa occasione, gli olevanesi hanno sicuramente dimostrato di non essere superstiziosi: in un colpo solo, hanno infatti abbattuto sia l’uno che l’altra.