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Chiesa di San Rocco

La chiesa di San Rocco, nata come rurale, fu ricostruita dopo la peste del 1527. Restaurata nei secoli, oggi è parrocchia e simbolo di devozione popolare.
© Sergio Gentili

Storia del rione
La chiesa di San Rocco si raggiunge lasciando attraverso la Piazza della Rocca e proseguendo per Via S. Maria di Corte che diviene sempre più stretta fino a terminare con la Porta Su, che chiude alle nostre spalle il percorso con la sua forma di bastione, a guardia dell’assetto medievale.
Per come ci appare oggi, la chiesa è collocata al centro di un quartiere che si è sviluppato fuori le mura a partire dalla fine del XIX secolo vedendo sorgere un’intensa attività edilizia che coinvolse le più importanti e antiche famiglie di Olevano, distinguendosi nel tempo da S. Margherita per una presunta rivalità, di cui oggi rimangono i ricordi popolari delle sassaiole che piovevano e volavano tra i giovani delle due parrocchie.

La chiesa che fu rurale
Prima che si sviluppasse l’area, l’edificio era una piccola chiesa rurale, dedicata a S. Sebastiano, sorta come baluardo della fede contro il dilagare della peste. Fu Martino V ad introdurre il culto a S. Rocco durante il concilio di Costanza, per il miracolo che aveva compiuto nella stessa città, assediata dalla pestilenza. Nel 1527 l’epidemia colpì anche la popolazione di Olevano, che si rivolse al Santo. In tale occasione, la vecchia chiesetta venne ricostruita, e al titolo di S. Sebastiano fu affiancato quello di S. Rocco. Del culto del primo si hanno notizie fino al 1754.
Un’importante documentazione figurativa della sua struttura originaria ci viene fornita dai quadri realizzati, nella prima metà dell’800, da artisti tedeschi che soggiornarono ad Olevano: la chiesa, posta su un piccolo poggio di roccia calcarea, si distingueva per uno stile architettonico semplice ed armonioso.

L’assetto attuale
L’edificio ha subito nel tempo sostanziali cambiamenti. Gli ultimi restauri risalgono ai primi anni *90: le mura sono state private dell’intonaco, lasciando l’impianto interno ed esterno, in pietra a vista.
L’accesso che in origine era indicato dal visibile portale medievale, oggi e reso attraverso una scalinata laterale con il vestibolo ad archi a sesto acuto. L’interno si costituisce di una sola navata, con il soffitto a capriate scoperte, ed oltre all’altare maggiore, in marmo policromo realizzato nel 1875, in passato ebbe due altari laterali, uno dedicato a S. Francesco di Paola, l’altro a S. Biagio.
Sul lato destro, appena vicino all’ingresso, si trova la tomba di Franz Theobald Horny. Il pittore tedesco visse a lungo ad Olevano, ospite presso Casa Baldi, creando un profondo legame con questo luogo; qui morì nel 1824.
Nel 1929 San Rocco divenne parrocchia. Il primo parroco fu Don Lorenzo Bonuglia al quale successe, fino alla scomparsa nel 1988, Don Umberto Carletti, che portò avanti dei lavori di restauro e d’ampliamento della struttura costruendo a lato della chiesa una casa parrocchiale, rimuovendo il masso di roccia calcarea caro all’iconografia romantica della chiesa.

Testo © Olevano Romano – Guida alla visita (A cura dell’Associazione Culturale “Coriolano Belloni”)

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